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Neuroplasticità

Neuroplasticità: la capacità del cervello di cambiare. Come la rTMS utilizza questo processo a fini terapeutici.

La neuroplasticità è la capacità del cervello di riorganizzare sinapsi, circuiti neurali e connessioni funzionali in risposta agli stimoli. La rTMS sfrutta esattamente questo meccanismo. Induce cambiamenti a lungo termine nella forza sinaptica che persistono oltre la durata della stimolazione stessa. Pertanto, la rTMS non stimola semplicemente i neuroni in modo temporaneo — produce cambiamenti duraturi nella funzione cerebrale.

Perché è importante

L’uso della rTMS per la depressione mira direttamente a questo meccanismo: la depressione è associata a una ridotta neuroplasticità, soprattutto nella corteccia prefrontale e nell’ippocampo. Pertanto, la rTMS non “picchietta” semplicemente i neuroni — ripristina la capacità del cervello di cambiare. Questo processo si basa sulla misurazione iniziale della soglia motoria.

Di conseguenza, il miglioramento clinico compare spesso gradualmente, dopo la seconda o terza settimana, e può persistere dopo la fine del ciclo terapeutico.

Questo spiega anche perché un ciclo completo di sedute è necessario per ottenere un effetto clinico più forte e duraturo.

Meccanismo

  • LTP (Long-Term Potentiation): i protocolli ad alta frequenza (≥5 Hz, iTBS) potenziano la trasmissione sinaptica. La stimolazione ripetuta aumenta la densità dei recettori AMPA e l’espressione del BDNF.
  • LTD (Long-Term Depression): i protocolli a bassa frequenza (≤1 Hz) riducono l’eccitabilità. Questo è utile in strutture con ipereccitabilità patologica, ad esempio in caso di ansia elevata.
  • Aumento del BDNF: la rTMS aumenta i livelli del Brain-Derived Neurotrophic Factor, che favorisce la sopravvivenza neuronale e la formazione di nuove sinapsi.
  • Sinaptogenesi: nuovi spine dendritiche compaiono dopo stimolazioni ripetute in modelli animali.
  • Rimodellamento a livello di rete: gli effetti si diffondono a strutture connesse attraverso circuiti cortico-sottocorticali, come DLPFC → ACC → amigdala → ippocampo.

Significato clinico

I pazienti con disturbo depressivo maggiore mostrano ridotta attività nei circuiti che coinvolgono la DLPFC. La rTMS può invertire questi pattern attraverso meccanismi di neuroplasticità. Gli studi fMRI documentano inoltre un aumento della connettività funzionale tra DLPFC e sgACC dopo rTMS.

La neuroplasticità è quindi il meccanismo centrale attraverso cui la rTMS può produrre un miglioramento clinico duraturo.

Relazioni esplicite (Entity Graph)

  • Neuroplasticità → meccanismo dell’effetto → rTMS
  • Neuroplasticità → comprende → LTP / LTD
  • Neuroplasticità → richiede → stimolazione ripetuta
  • Neuroplasticità → mediata da → BDNF
  • Neuroplasticità → compromessa in → MDD
  • Neuroplasticità → ripristinata da → rTMS
  • Neuroplasticità → misurata tramite → connettività fMRI / variazioni dell’ampiezza MEP

Bibliografia

  • Huang YZ, Edwards MJ, Rounis E, Bhatia KP, Rothwell JC (2005). Theta burst stimulation of the human motor cortex. Neuron.
  • Hoogendam JM, Ramakers GMJ, Di Lazzaro V (2010). Physiology of repetitive transcranial magnetic stimulation of the human brain. Brain Stimulation.
  • Ziemann U, Paulus W, Nitsche MA, et al. (2008). Consensus: motor cortex plasticity protocols. Brain Stimulation.
  • Lefaucheur JP, Aleman A, Baeken C, et al. (2020). Evidence-based guidelines on the therapeutic use of repetitive transcranial magnetic stimulation (rTMS): an update. Clinical Neurophysiology.